veronicanavarra@yahoo.it
Blera e dintorni
La Provincia di Viterbo,
ricca di storia, natura e tradizioni, offre innumerevoli
opportunità per passare una domenica all’insegna
del sano divertimento. E’ possibile scegliere fra
le sagre e festicciole di paese, le passeggiate archeologiche,
il trekking lungo i sentieri di collina, le visite guidate
alle decine di musei, il birdwatching, la pesca e tante
altre attività che fanno bene allo spirito.
La domanda di partenza,
da cui prendo spunto per scrivere questo articolo, è
la seguente: E se mettessimo insieme alcune di
queste attività per aumentare, ancora di più,
la qualità del nostro fine settimana?
Non sarebbe attraente unire il benessere fisico di una
passeggiata sui colli alla gioia di poter imparare qualcosa
in più sul nostro passato, magari visitando una
necropoli etrusca o qualche museo? E se lungo il percorso
ci fermassimo per ammirare le diverse specie animali e
vegetali? E alla fine, stanchi ma felici, con l’appetito
vorace di chi è andato oltre, non sarebbe ottimo
mangiare una piatto casereccio in qualche festa locale?
Certo, bisogna
organizzarsi: si devono conoscere i percorsi
e le date in cui si svolgono le manifestazioni, essere
informati sugli orari dei musei, avere le attrezzature
e l’abbigliamento giusto per affrontare percorsi
più o meno impegnativi in maniera confortevole,
ma, l’ingrediente fondamentale di questa ricetta
è la voglia; voglia di andare oltre, di superare
i propri limiti, di chiedere di più alla solita
gita del weekend.
In questo articolo vorrei
proporvi un percorso genuino e motivante che
ha colmato in maniera soddisfacente ogni mia aspettativa:
sto parlando di Blera e dei suoi stupendi sentieri multicolori,
dove il turista può ammirare le dolci campagne
maremmane e dove ogni angolo riserva una sorpresa e una
storia da scoprire.
Informazioni
generali
Dal punto di vista sportivo
è il luogo ideale per realizzare allenamenti di
trekking a bassa ed alta intensità,
giacché i diversi sentieri propongono differenti
livelli di pendenza i quali arrivano fino all’86%.
Non di meno è l’importanza
archeologica della zona, dal momento che quasi
la totalità dei percorsi è circondata da
tumuli etruschi di diversi periodi storici, alcuni ben
visibili e ben conservati, altri, parzialmente sommersi
dall’erba in una cornice selvaggia e misteriosa.
Nel sentiero di San Giovenale,
fra un passo e l’altro, è possibile soffermarsi
per leggere la segnaletica opportunamente collocata ogni
500 metri circa, che spiega, in maniera semplice e chiara,
le principali specie vegetali e ci insegna a distinguere
le orme degli animali presenti sul territorio. Inoltre,
sebbene non ci siano aree specifiche per realizzare un
pic nic, è possibile mangiare all’aperto
in qualsiasi momento, poiché i soffici materassi
d’erba sono una vera e propria tentazione. Noi lo
abbiamo fatto nelle vicinanze del Castello di Vico, in
un piccolo angolo con vista fiume dove i dolci suoni degli
uccelli si alternano con i potenti rumori dei centauri
che, uno dopo l’altro, attraversano il Torrente
Vesca.
A pochi chilometri si
trova il Museo Civico "Gustavo VI Adolfo
di Svezia", dove è ospitata una mostra
permanente dal titolo Il Cavallo e l’Uomo. La struttura
si divide in due settori “il primo, al piano superiore,
dedicato alla preistoria e alla protostoria; il secondo,
al piano inferiore, e nell'area scoperta, riservato all'età
moderna e contemporanea che esplora gli aspetti folkloristici
della Maremma e della Campagna Romana”.
Proposta
“Percorso C”
Il “Percorso C”
è un itinerario di circa 6 chilometri e mezzo con
una pendenza media del 6%, ma con picchi che possono arrivare
fino al 50%. “Partendo da Piazza Papa Giovanni XXIII,
si può scegliere di attraversare direttamente il
paese, attraverso Via Roma e Via Claudia, fino alla porta
settentrionale: oltrepassata la porta, si scende per i
tornanti delle Piagge di Sotto e, al bivio, si svolta
a destra per percorrere la Via Clodia.”
Arrivati al Ponte della
Rocca, si devono seguire le indicazioni che segnalano
il “Percorso C”, ma prima, nel caso in cui
ci sia bisogno, è possibile fermarsi nel piccolo
lavatoio per fare rifornimento d’acqua.
Durante la vostra passeggiata
sul troverete diverse stradine che si intrecciano fra
loro e che vi permettono facilmente di cambiare tragitto
e, di conseguenza, cambiare il tipo di allenamento. Una
di esse porta su una strada in pianura circondata di terreni
agricoli ed adatti al pascolo dove i visitatori possono
rilassarsi respirando l’aria contadina che
fa bene al cuore. Fra mucche, capre, cani, gatti
e profumo di lavanda, si transita su un sentiero che,
dovuto alla sua modesta difficoltà, non richiede
di prestazioni fisiche particolarmente elevate.
Se invece preferite l’avventura e gli allenamenti
ad alta intensità, niente panico! A Blera c’è
anche questo! Seguendo le indicazioni per il “Percorso
B” metterete a dura prova i vostri muscoli giacché
questo itinerario propone pendenze fino all’86%.
Al ritorno, diciamolo,
bisogna essere un po’ fortunati per capitare in
una festa di paese, ma, in alternativa, vi propongo di
soffermarvi in uno dei tanti bar locali dove sarete
sicuramente accolti con un sorriso, giacché
gli abitanti di Blera sono persone cordiali. Alla fine,
se ancora vi rimangono un po’ di forze, potete chiudere
in bellezza percorrendo gli angoli nascosti del Paese
e facendo una visita al Museo Civico.
687474703A2F2F7777772E6573746164697374696361736772617469732E636F6D2F65737461646973746963617320677261746973
|
| Estadisticas Gratis |