Blera e dintorni
La Provincia di Viterbo, ricca di storia,
natura e tradizioni, offre innumerevoli opportunità
per passare una domenica all’insegna del sano divertimento.
E’ possibile scegliere fra le sagre e festicciole
di paese, le passeggiate archeologiche, il trekking lungo
i sentieri di collina, le visite guidate alle decine di
musei, il birdwatching, la pesca e tante altre attività
che fanno bene allo spirito.
La domanda di partenza, da cui prendo
spunto per scrivere questo articolo, è la seguente:
E se mettessimo insieme alcune di queste attività
per aumentare, ancora di più, la qualità
del nostro fine settimana?
Non sarebbe attraente unire il benessere fisico di una
passeggiata sui colli alla gioia di poter imparare qualcosa
in più sul nostro passato, magari visitando una
necropoli etrusca o qualche museo? E se lungo il percorso
ci fermassimo per ammirare le diverse specie animali e
vegetali? E alla fine, stanchi ma felici, con l’appetito
vorace di chi è andato oltre, non sarebbe ottimo
mangiare una piatto casereccio in qualche festa locale?
Certo, bisogna organizzarsi:
si devono conoscere i percorsi e le date in cui si svolgono
le manifestazioni, essere informati sugli orari dei musei,
avere le attrezzature e l’abbigliamento giusto per
affrontare percorsi più o meno impegnativi in maniera
confortevole, ma, l’ingrediente fondamentale di
questa ricetta è la voglia; voglia di andare oltre,
di superare i propri limiti, di chiedere di più
alla solita gita del weekend.
In questo articolo vorrei proporvi
un percorso genuino e motivante che ha colmato
in maniera soddisfacente ogni mia aspettativa: sto parlando
di Blera e dei suoi stupendi sentieri multicolori, dove
il turista può ammirare le dolci campagne maremmane
e dove ogni angolo riserva una sorpresa e una storia da
scoprire.
Informazioni generali
Dal punto di vista sportivo è il
luogo ideale per realizzare allenamenti di trekking
a bassa ed alta intensità, giacché
i diversi sentieri propongono differenti livelli di pendenza
i quali arrivano fino all’86%.
Non di meno è l’importanza
archeologica della zona, dal momento che quasi
la totalità dei percorsi è circondata da
tumuli etruschi di diversi periodi storici, alcuni ben
visibili e ben conservati, altri, parzialmente sommersi
dall’erba in una cornice selvaggia e misteriosa.
Nel sentiero di San Giovenale, fra un
passo e l’altro, è possibile soffermarsi
per leggere la segnaletica opportunamente collocata ogni
500 metri circa, che spiega, in maniera semplice e chiara,
le principali specie vegetali e ci insegna a distinguere
le orme degli animali presenti sul territorio. Inoltre,
sebbene non ci siano aree specifiche per realizzare un
pic nic, è possibile mangiare all’aperto
in qualsiasi momento, poiché i soffici materassi
d’erba sono una vera e propria tentazione. Noi lo
abbiamo fatto nelle vicinanze del Castello di Vico, in
un piccolo angolo con vista fiume dove i dolci suoni degli
uccelli si alternano con i potenti rumori dei centauri
che, uno dopo l’altro, attraversano il Torrente
Vesca.
A pochi chilometri si trova il Museo
Civico "Gustavo VI Adolfo di Svezia",
dove è ospitata una mostra permanente dal titolo
Il Cavallo e l’Uomo. La struttura si divide in due
settori “il primo, al piano superiore, dedicato
alla preistoria e alla protostoria; il secondo, al piano
inferiore, e nell'area scoperta, riservato all'età
moderna e contemporanea che esplora gli aspetti folkloristici
della Maremma e della Campagna Romana”.
Proposta “Percorso C”
Il “Percorso C” è un
itinerario di circa 6 chilometri e mezzo con una pendenza
media del 6%, ma con picchi che possono arrivare fino
al 50%. “Partendo da Piazza Papa Giovanni XXIII,
si può scegliere di attraversare direttamente il
paese, attraverso Via Roma e Via Claudia, fino alla porta
settentrionale: oltrepassata la porta, si scende per i
tornanti delle Piagge di Sotto e, al bivio, si svolta
a destra per percorrere la Via Clodia.”
Arrivati al Ponte della Rocca, si devono
seguire le indicazioni che segnalano il “Percorso
C”, ma prima, nel caso in cui ci sia bisogno, è
possibile fermarsi nel piccolo lavatoio per fare rifornimento
d’acqua.
Durante la vostra passeggiata sul troverete
diverse stradine che si intrecciano fra loro e che vi
permettono facilmente di cambiare tragitto e, di conseguenza,
cambiare il tipo di allenamento. Una di esse porta su
una strada in pianura circondata di terreni agricoli ed
adatti al pascolo dove i visitatori possono rilassarsi
respirando l’aria contadina che fa bene
al cuore. Fra mucche, capre, cani, gatti e profumo
di lavanda, si transita su un sentiero che, dovuto alla
sua modesta difficoltà, non richiede di prestazioni
fisiche particolarmente elevate.
Se invece preferite l’avventura e gli allenamenti
ad alta intensità, niente panico! A Blera c’è
anche questo! Seguendo le indicazioni per il “Percorso
B” metterete a dura prova i vostri muscoli giacché
questo itinerario propone pendenze fino all’86%.
Al ritorno, diciamolo, bisogna essere
un po’ fortunati per capitare in una festa di paese,
ma, in alternativa, vi propongo di soffermarvi in uno
dei tanti bar locali dove sarete sicuramente accolti
con un sorriso, giacché gli abitanti di
Blera sono persone cordiali. Alla fine, se ancora vi rimangono
un po’ di forze, potete chiudere in bellezza percorrendo
gli angoli nascosti del Paese e facendo una visita al
Museo Civico.